Vendere con Impianti non a norma: Il "Visto e Piaciuto" basta?
Certificazione degli impianti idraulici, elettrici e gas (DM 37/08): chi paga se non sono a norma e cosa scrivere al rogito.
Vendere Casa con Impianti Non a Norma: La Guida Legale Definitiva
La compravendita di un immobile con impianti (elettrico, idrico, termico, gas) non conformi alle normative vigenti rappresenta una delle casistiche più frequenti e delicate nel panorama immobiliare italiano. Dal punto di vista giuridico, è fondamentale chiarire un principio cardine: vendere una casa con impianti non a norma è assolutamente legale, purché vi sia la massima trasparenza tra le parti e si rispettino precise disposizioni del Codice Civile e normative di settore.
Il Quadro Normativo: Il D.M. 37/2008 e il Codice Civile
La normativa di riferimento per la sicurezza degli impianti è il Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 (che ha sostituito la storica Legge 46/90). L'art. 13 del D.M. 37/2008, nella sua formulazione originaria, prevedeva l'obbligo di allegare al rogito la Dichiarazione di Conformità (DICO) o la Dichiarazione di Rispondenza (DIRIS) a pena di nullità dell'atto. Tuttavia, questo comma è stato abrogato dall'art. 35 del D.L. 112/2008 (convertito in Legge 133/2008).
Di conseguenza, oggi non esiste più l'obbligo di allegare le certificazioni degli impianti al momento del rogito notarile. La validità dell'atto di compravendita è salva. Subentra invece la disciplina del Codice Civile in materia di garanzia per vizi, nello specifico l'art. 1490 c.c., secondo cui il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.
La Clausola "Visto e Piaciuto" e le Deroghe alla Garanzia
Per vendere in totale sicurezza un immobile con impianti non a norma, è necessario inserire nel contratto preliminare (il compromesso) e nel rogito notarile una clausola specifica. Ai sensi dell'art. 1490, comma 2, c.c., le parti possono derogare alla garanzia per vizi. Il venditore deve dichiarare esplicitamente che gli impianti non sono conformi alle normative vigenti, che non dispongono delle certificazioni e che l'acquirente accetta l'immobile in tale stato, assumendosi l'onere (e i costi) del futuro adeguamento.
Attenzione: l'art. 1490 c.c. specifica anche che "il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa". Se il venditore dichiara che gli impianti sono "funzionanti" o tace sulla loro non conformità per spuntare un prezzo più alto, si espone ad azioni legali.
Caso Studio: Il Silenzio del Venditore e l'Azione Redibitoria
Analizziamo una recente sentenza. Tizio vende a Caio un appartamento costruito negli anni '70. Nel rogito, gli impianti vengono genericamente definiti "nello stato di fatto in cui si trovano". Caio, dopo l'acquisto, chiama un elettricista per dei lavori e scopre che l'impianto non solo non ha la messa a terra, ma presenta cavi scoperti ad altissimo rischio di corto circuito, configurando un grave vizio occulto.
Caio fa causa a Tizio ex art. 1492 c.c. (Azione redibitoria e estimatoria). Il giudice dà ragione all'acquirente, stabilendo che la generica clausola "stato di fatto" (o "visto e piaciuto") non esonera il venditore dalla responsabilità per vizi occulti e pericolosi non facilmente riconoscibili (art. 1491 c.c.). Tizio è stato condannato a rimborsare i costi di totale rifacimento dell'impianto elettrico e a risarcire i danni morali per il pericolo corso dall'acquirente.
Analisi di un Caso Limite: La Conformità Implicita e il DIRIS Mancante
Un caso "al limite della norma" riguarda gli immobili con impianti adeguati alla Legge 46/90 ma sprovvisti della documentazione cartacea (persa nel tempo). Il venditore dichiara nel rogito che "l'impianto è a norma ma non è in possesso della DICO". Tecnicalmente, per la legge, un impianto di cui non si può provare la conformità documentale tramite DICO o DIRIS (Dichiarazione di Rispondenza, redatta da un tecnico abilitato per impianti pre-2008) è considerato non certificato e quindi potenzialmente non a norma per l'acquirente.
Se il venditore afferma la conformità senza prove documentali, l'acquirente potrebbe successivamente pretendere il rilascio della DIRIS a spese del venditore o il risarcimento se il tecnico rileva la necessità di adeguamenti. La dicitura giuridicamente corretta per mettersi al riparo è: "La parte venditrice dichiara che gli impianti sono funzionanti ma non garantisce la loro rispondenza alle normative vigenti, esonerandosi dall'obbligo di produrre le relative certificazioni di conformità o rispondenza".
L'Attestato di Prestazione Energetica (APE)
Diversamente dagli impianti, l'Attestato di Prestazione Energetica (APE) è obbligatorio a pena di pesanti sanzioni. L'art. 6, comma 3, del D.Lgs. 192/2005 impone l'obbligo di dotare l'immobile dell'APE fin dal momento della messa in vendita, e di inserire un'apposita clausola nel contratto con la quale l'acquirente dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione. Anche se gli impianti termici non sono a norma o la caldaia è rotta, l'APE deve essere redatto (indicando ovviamente una classe energetica bassa e raccomandando la sostituzione del generatore).
Consigli Operativi per una Vendita Sicura
- Trasparenza nel Preliminare: Specificare fin dalla proposta di acquisto lo stato degli impianti. Questo incide sul prezzo e previene contenziosi.
- Nessun obbligo di adeguamento: Nessuna legge vi obbliga a rifare gli impianti prima di vendere, a meno che non pattuito diversamente con l'acquirente.
- Gestione del prezzo: Spesso l'acquirente chiederà uno sconto. È consigliabile avere dei preventivi di adeguamento per non subire sconti sproporzionati rispetto al reale costo dei lavori.
Concludendo, vendere una casa con impianti non a norma è un'operazione ordinaria, ma che richiede una formulazione contrattuale impeccabile per evitare le insidie della garanzia per vizi prevista dal nostro Codice Civile.
Ti trovi in questa situazione?
La teoria è utile, ma ogni immobile ha le sue complicazioni. Affidati ai nostri esperti per un'analisi gratuita della documentazione e per tracciare la strategia di vendita migliore.
Richiedi Consulenza GratuitaPronto a muovere
il prossimo passo?
Inviaci i tuoi dati per essere ricontattato da un nostro consulente immobiliare, oppure scrivici direttamente su WhatsApp per una risposta immediata.
Chatta subito su WhatsApp